560 000–003: prototipi
560 004–083, 100-132: serie
561 000–005: Germania
562 000–005: Francia
561 171–174: Thurbo
Lunghezza ai respingenti
25.0 m (RBDe)
Massa
70 t (RBDe)
Diametro ruote
950 mm
Potenza
1650 kW / 2244 PS
Velocità massima
140 km/h
Rapporto di trasmissione
1:3.52
Propulsione
Elettrica
Numero di motori
4
Introduzione
Verso la fine degli anni '70, l'esigenza di nuovi treni regionali che
andassero a sostituire i BDe 4/4 e le composizioni reversibili di Re 4/4 I si fece sempre più marcante. Nel 1984
vennero così consegnati i primi 4 prototipi di RBDe 4/4 2100-2103 con le relative carrozze pilota Bt. Questi nuovi
elettrotreni vennero subito ribattezzati NPZ (Neuer Pendelzug) e furono i primi a portare i nuovi colori FFS del
traffico regionale. Nel 1985 fu ordinata una prima serie di 30 composizioni molto simile ai prototipi, per un costo
complessivo di circa 170 milioni di franchi. Subito dopo venne ordinata la terza serie, che portò il totale a 80 composizioni
più i 4 prototipi. Nel 1991 venne infine ordinata la quarta ed ultima serie di 42 elementi, portando così a 126 il numero
totale di NPZ di proprietà di FFS. Nelle comande di FFS vennero inoltre integrate le composizioni destinate ad alcune
compagnie private (MThB, SOB, …), così da raggiungere una produzione totale di 139 treni di questo tipo.
Per motivi di costi si decise di rinunciare all'acquisto di nuove carrozze intermedie e furono così impiegati EW I e II
(anni di costruzione 1956 - 1976) appositamente adattati.
Nel corso degli anni parecchi NPZ hanno cambiato proprietà. In particolare, i 4 prototipi sono stati venduti alle
ferrovie del Jura (CJ), alla ferrovia Oensingen-Balsthal-Bahn (OeBB) e due pezzi alla compagnia austriaca MBS (Montafonerbahn).
Bellinzona, 2 febbraio 2009
Cadenazzo, 19 marzo 2009
Koblenz, 23 aprile 2009
Ulteriori fotografie sono disponibili nella pagine del Tour de Suisse.
Breve descrizione tecnica
Parte elettrica
Una particolarità del RBDe 560 è il comando dei motori che avviene tramite un controllo a taglio di fase invece che
con un classico combinatore. Questa tecnologia a tiristori, impiegata anche sulle Re 4/4 IV, venne rapidamente
sostituita da inverter GTO e motori asincroni. La particolarità dei tiristori è quella che, una volta messi in
conduzione, essi non possono più essere "spenti" se non con un passaggio per lo zero della corrente diretta.
La corrente nei motori viene così controllata mediante l'attivazione a determinati intervalli di tempo dei tiristori,
in modo da "tagliare" la tensione (dalla forma sinusoidale) ad una determinata fase: in tal modo la tensione
risultante sui motori può essere regolata a piacimento. Grazie a questo innovativo sistema è così possibile aumentare
il comfort grazie alla totale assenza dei gradini del combinatore. Il cambiamento della direzione di marcia invece
avviene ancora con il classico invertitore.
Il freno elettrico, con una forza di frenatura massima di 95 kN, è efficace fino praticamente a veicolo fermo.
Una parte dell'energia recuperata viene comunque dissipata nelle resistenze sul tetto, in modo da "lisciare" i
bruschi cambiamenti di tensione e di corrente causati dai tiristori.
Il banco di comando è praticamente uguale a quello delle Re 4/4 II/III e dei RBe 4/4, con la sola differenza che
le funzioni del regolatore di marcia (- ● M + e ++) non sono esattamente uguali. Infatti, a causa della totale assenza del graduatore,
le differenti posizioni non servono ad impostare il gradino ma permettono di impostare più o meno a piacimento
il livello di corrente nei motori (fino a 1100 A nella posizione ++ e 950A nella posizione +).
Koblenz, 23 aprile 2009 Bt NPZ con porte modificate per il servizio internazionale.
Ulteriori fotografie sono disponibili nella pagine del Tour de Suisse.
Domino
Nel 2008 ha preso il via la fase operativa del progetto di ammodernamento degli NPZ, inizialmente denominato "Progetto Forza".
Il principio applicato risiede nel sostituire le oramai vetuste CU I/II (in parte con più di 40 anni di vita) con nuove carrozze a pianale ribassato
e di riammodernare completamente l'unità motrice e la carrozza di comando, aggiungendo tra l'altro la climatizzazione
nell'area passeggeri. La fornitura delle carrozze intermedie, denominate INOVA, è stata affidata a Bombardier mentre
la modifica dei vecchi NPZ sarà effettuata dalle officine di Olten (carrozza di comando) e di Yverdon (elettromotrice).
Un dettaglio criticato da molti è che, contrariamente agli NPZ attuali, i "nuovi" Domino saranno a composizione fissa.
Ciò significa che eventuali carrozze intermedie aggiuntive potranno essere tolte o aggiunte solamente in officina. Inoltre
il sistema di comando multiplo delle unità è stato completamente rivisto, passando dal sistema
Vst IIId al sistema Vst 9. La conseguenza è che i Domino potranno viaggiare in composizione multipla solamente fra di loro. Gli NPZ originali invece
erano in grado di pilotare una Re 4/4 II o di essere comandati dai vari Bt.
Bienne, 8 marzo 2009
La messa in servizio dei nuovi convogli, inizialmente prevista per il 2008, ha subito importanti ritardi a causa
principalmente dei problemi riscontrati negli stabilimenti Bombardier di Villeneuve (VD). Tale officina non è infatti
riuscita a rimanere al passo con le innumerevoli commesse (Lötschberger BLS, INOVA, ...), sicuramente anche a causa
di errori gestionali. Da notare che anche le modifiche effettuate dalle FFS stesse hanno subito ritardi, anche se in
maniera meno marcata. Al momento (maggio 2009), diverse composizioni Domino sono impegnate nelle corse di prova per
l'omologazione. Alcune unità di RegionAlps (Vallese) dovrebbero già essere in servizio di prova sulle linee vallesane.
Fotografie
Domino ABt RegionAlps ABt NPZ DO RA 5085 39-43 941-6 Yverdon 10.08.2008
Domino ABt RegionAlps ABt NPZ DO RA 5085 39-43 943-2 Biel/Bienne 08.03.2009
INOVA B NPZ DO RA 5085 29-43 403-9 Biel/Bienne 08.03.2009
FFS RBDe 560 Domino Biel/Bienne 02.12.2010
Ulteriori fotografie sono disponibili nella pagine del Tour de Suisse.